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Palermo celebra il ritorno dello sport scolastico 

 

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​Isola delle Femmine, l'associazione R.E.S.T.A. completa la registrazione.x
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2026-10-20 19:20

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Sherbeth, la 18ª edizione segna il cambio di passo del gelato artigiaale contemporaneo
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Sherbeth, la 18ª edizione segna il cambio di passo del gelato artigiaale contemporaneo

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Dal 13 al 16 novembre 2026, Palermo accoglie 60 maestri gelatieri provenienti dai cinque continenti

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Don Peppinu: una storia siciliana lunga tre generazioni
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Don Peppinu: una storia siciliana lunga tre generazioni

2026-10-02 20:46

Dalla fabbrica di coni avviata a Modica nel 1960 a una rete di otto gelaterie: Peppe Flamingo guida un modello fondato su lavorazioni originali.

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Dal 25 al 27 settembre, oltre 600 sportivi impegnati in più di dieci discipline e grandi nomi dello sport italiano.

A Palermo secondo appuntamento con
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2026-09-23 22:17

Il 30 settembre la trattoria di mare di Borgia Group ospita il nuovo capitolo del viaggio sensoriale tra piatti d'autore e grandi etichette vulcaniche,.

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Sul lungomare di Mondello un Village dedicato alle famiglie con laboratori creativi e la musica delle Huntr/x e dei Tachipirina 500.

Il principe della Dolce Vita, Alessandro Ristori, per la prima volta a Palermo, al Citysea con i Portofinos
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Il principe della Dolce Vita, Alessandro Ristori, per la prima volta a Palermo, al Citysea con i Portofinos

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Sound Rock’n’roll anni '50 e melodica anni '60, nei migliori club italiani, dal Phi Beach di Baja Sardinia al Twiga di Forte Dei Marmi

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Il cuoco e imprenditore, fondatore di Citysea a Palermo, per il 2027 annuncia anche un nuovo locale a Taormina. Fatturato in crescita a 17 milioni di euro.

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Apre in centro a Palermo l'Hard Rock Café

2026-07-02 14:25

Dopo la serata inaugurale, il locale in centro sarà aperto al grande pubblico a partire da sabato.

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"Coltiva il Futuro, Nutri il Pianeta": al via il progetto di educazione ambientale e alimentare

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Prende il via "Coltiva il Futuro, Nutri il Pianeta", un innovativo progetto di educazione ambientale e alimentare

Don Peppinu: una storia siciliana lunga tre generazioni

2026-10-02 20:46

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Don Peppinu: una storia siciliana lunga tre generazioni

Dalla fabbrica di coni avviata a Modica nel 1960 a una rete di otto gelaterie: Peppe Flamingo guida un modello fondato su lavorazioni originali.

Il gelato non parte già pronto da un unico stabilimento e non arriva alle gelaterie per essere soltanto esposto. Nelle botteghe Don Peppinu viene prodotto ogni giorno, in laboratori dotati di mantecatori, abbattitori e sistemi di conservazione. A Modica si svolge il lavoro che sta a monte: si preparano le miscele dosate di zuccheri e stabilizzanti previste dalle ricette, si lavorano la frutta e la frutta secca e si realizzano internamente alcune basi, come le paste di nocciola. È il modello con cui l’impresa siciliana guidata da Peppe Flamingo ha costruito una rete di otto gelaterie cercando di conciliare crescita, controllo delle lavorazioni e freschezza del prodotto.

Don Peppinu lo definisce “Gelato Verace di Origine Siciliana”: un prodotto costruito a partire dall’ingrediente, e non da paste aromatizzate o preparati industriali pronti all’uso. Ricette e passaggi produttivi vengono condivisi tra le botteghe; il lavoro tecnico consiste nel mantenere coerenza senza cancellare le variazioni naturali delle materie prime.

 

«Per me andare all’origine non significa tornare al passato quando si mantecava con ghiaccio e sale», spiega Peppe Flamingo. «Significa tornare a scegliere la materia prima e a bilanciare il gelato, usando le conoscenze e gli strumenti di oggi. La ricetta deve essere coerente; l’ingrediente, invece, è vivo e può cambiare».

 

UNA STORIA COMINCIATA DAI CONI

Le origini dell’attività familiare risalgono al 1960, anche se la memoria di famiglia colloca l’inizio probabilmente qualche tempo prima. Il nonno di Peppe, Peppino Flamingo, conosciuto come Don Peppinu, gestiva un piccolo frantoio in pietra per le olive, un lavoro fortemente stagionale. Per integrare il reddito decise di affiancarvi la produzione di coni per gelato, un settore allora quasi privo di riferimenti in Sicilia. Ottenne un prestito, installò i primi macchinari nel seminterrato della casa di famiglia e avviò un’attività insolita per quegli anni.

La divisione dei ruoli era già quella di una piccola impresa: nonna Lina seguiva la produzione, mentre Don Peppinu caricava i cartoni sul camion e percorreva la Sicilia orientale in tentata vendita, rincasando soltanto dopo avere consegnato l’ultimo cartone. Negli anni Ottanta il figlio Rosario prese progressivamente le redini dell’azienda, costruì una sede più ampia e affiancò ai coni la distribuzione di ingredienti per gelateria.

Peppe, figlio di Rosario e nipote di Don Peppinu, entrò nell’impresa familiare nel 2006 come agente di commercio. Quell’esperienza gli permise di osservare da vicino sia il lavoro dei produttori di semilavorati sia quello delle gelaterie che li utilizzavano. Quando aprì la sua prima gelateria nel 2011, a Marina di Ragusa, lavorava con gli stessi prodotti che conosceva e vendeva. La svolta arrivò due anni dopo, quando cominciò a rimettere in discussione ricette e metodo: i gusti alla frutta vennero progressivamente ricostruiti a partire dalla frutta, mentre pistacchi, mandorle e nocciole tornarono a essere considerati ingredienti da selezionare e trasformare, non sapori già pronti da aggiungere alla miscela.

Il passaggio non fu un recupero nostalgico delle ricette di un tempo. Flamingo affiancò alla ricerca sulle materie prime lo studio degli zuccheri, degli stabilizzanti naturali, delle temperature e della struttura del gelato. Il risultato attuale nasce da questa doppia direzione: recuperare il controllo sugli ingredienti e utilizzare la tecnica per ottenere un prodotto contemporaneo, meno freddo al palato e con una consistenza più equilibrata.

 

LA PRODUZIONE SI DIVIDE TRA MODICA E LE BOTTEGHE

La crescita della rete ha richiesto di organizzare il lavoro senza trasferire tutta la produzione in un laboratorio centralizzato. Nella sede di Modica vengono effettuate le lavorazioni che richiedono attrezzature, competenze e controlli comuni: la frutta secca può essere tostata, raffinata e trasformata in pasta; la frutta viene lavorata nel periodo di maturazione più adatto e conservata attraverso il freddo; zuccheri e stabilizzanti sono dosati nei premix destinati ai punti vendita.

Nelle singole botteghe questi elementi incontrano gli ingredienti freschi previsti dalle ricette. Qui avvengono la preparazione della miscela e la mantecazione. Il sistema consente di condividere il metodo tra i diversi punti vendita e, allo stesso tempo, di produrre il gelato nel luogo in cui verrà consumato.

 

«Abbiamo provato anche altre strade, comprese la miscela e il gelato preparati in un unico laboratorio, ma il risultato non era lo stesso», continua Peppe Flamingo. «Per noi il primo requisito è la freschezza. Il gelato fatto nella bottega, mantecato e servito in tempi brevi ha una consistenza e una qualità diverse».

 

LA RICETTA È CONDIVISA, LA MATERIA PRIMA NON È STANDARD

Il metodo Don Peppinu parte da un principio poco compatibile con l’uniformità industriale: una materia prima agricola non restituisce ogni anno esattamente lo stesso risultato. Cambiano il raccolto, il grado di maturazione, la componente aromatica e la quantità naturale di zuccheri. L’azienda codifica ricette e passaggi produttivi, ma non pretende che un pistacchio, una mandorla, una fragola o un limone abbiano sempre lo stesso profilo. Il lavoro del gelatiere consiste anche nel riconoscere queste variazioni e intervenire sul bilanciamento.

Questa impostazione richiede di adattare la ricetta ai singoli lotti. Zuccheri e stabilizzanti vengono dosati in funzione della struttura ricercata; tostatura, raffinazione e conservazione attraverso il freddo servono a preservare il profilo degli ingredienti fino alla mantecazione in bottega.

Questo approccio trova la sua espressione più immediata nei gusti. Pistacchio, mandorla, cioccolato di Modica, fragolina dell’Etna e agrumi siciliani costituiscono il nucleo più legato al territorio. Alcune ricette hanno segnato anche il percorso pubblico di Don Peppinu: il gelato alla Mandorla, Brontessa, Liccumìa, Setteemezzo e Amùricana sono associati ai riconoscimenti ottenuti dal marchio in competizioni di settore.

Accanto a queste referenze, la ricerca prosegue attraverso gusti e proposte stagionali. Doppiu Pistacchio, tra le novità stagionali presentate nel 2026, contiene il 20 per cento di pistacchio, lavorato a crudo, tostato e trasformato internamente, e si colloca per corpo e consistenza tra il gelato e una crema da cucchiaio. Sul versante più goloso, Signor Calacauso parte dall’arachide e trova una delle sue declinazioni nel CalaTaco, con cialda, mou, cioccolato al latte e arachidi salate.

 

Il risultato ricercato non è un gelato costruito intorno all’aroma o al colore, ma un prodotto nel quale l’ingrediente rimanga riconoscibile. La tecnica interviene su dolcezza, temperatura al palato, cremosità e persistenza, senza cancellare le caratteristiche della materia prima. È su questo equilibrio tra origine, bilanciamento e libertà di sperimentazione che Don Peppinu fonda il proprio concetto di “Gelato Verace di Origine Siciliana”.

 

La selezione delle materie prime privilegia il territorio: mandorle di Noto, limoni di Siracusa, cioccolato di Modica IGP, latte esclusivamente della provincia di Ragusa, ma prevede eccezioni motivate dalla qualità, come le nocciole acquistate in Piemonte.

 

«Preferisco dare ai miei clienti un prodotto in cui ho deciso l’origine della nocciola, per quanto tempo e a che temperatura l’ho tostata», spiega Peppe Flamingo. «Il gelato buono è quello fresco: tra uno di vetrina che ha un giorno e uno di pozzetto che ne ha tre, il primo resta il prodotto migliore», aggiunge, spiegando perché l’azienda abbia scartato l’ipotesi di un laboratorio centralizzato che produca il gelato finito da distribuire alle botteghe.

 

La scelta comporta costi superiori rispetto a una produzione interamente accentrata. Ogni apertura richiede spazi di laboratorio, macchinari, consumi energetici e persone formate. È anche la ragione per cui Don Peppinu non programma una crescita affidata soltanto alla disponibilità di un locale commerciale: la selezione e la formazione di chi lavorerà nella nuova bottega diventano parte della decisione.

 

LA PUTÌA SICILIANA DIVENTA IMPRESA

Flamingo descrive Don Peppinu come una “putìa 2.0”. La putìa è la bottega di vicinato siciliana, un luogo nel quale prodotto e relazione con le persone coincidono. La versione contemporanea immaginata dall’imprenditore conserva questo rapporto, ma si dota di laboratori, procedure, formazione e capacità produttiva adeguati a una rete più ampia.

L’espansione non è stata lineare. Dopo una prima fase caratterizzata da aperture anche molto distanti tra loro e da partnership locali, l’azienda ha scelto di concentrare nuovamente le attività, consolidare la presenza in Sicilia e procedere con maggiore cautela. Oggi la prospettiva torna a guardare oltre l’isola, privilegiando città con una forte cultura gastronomica e un pubblico attento alla provenienza e alla lavorazione degli ingredienti.

 

Portare Don Peppinu fuori dalla Sicilia, nella visione di Flamingo, non significa allentare il rapporto con il territorio. Nuove botteghe possono aumentare il lavoro svolto a Modica, gli acquisti presso fornitori e produttori e la capacità di creare occupazione nell’isola.

 

«La nostra idea è ragionare su mercati più ampi mantenendo valori locali», afferma Peppe Flamingo. «Se crescono le botteghe, devono crescere anche il laboratorio, le lavorazioni e gli acquisti sul territorio. L’espansione ha senso se genera valore anche nel luogo da cui siamo partiti».

 

Alla stagionalità del gelato l’azienda ha affiancato Marzapani, progetto dedicato ad altre espressioni della pasticceria siciliana e ai grandi lievitati. La sua funzione non è soltanto commerciale. La produzione autunnale e invernale permette di prolungare l’attività del laboratorio e di offrire maggiore continuità al personale, evitando che il lavoro si concentri esclusivamente nei mesi estivi. Marzapani mantiene una propria identità per non allargare indistintamente il perimetro di Don Peppinu, che resta centrato sul gelato, la granita e i dolci freddi della tradizione siciliana.

 

La crescita immaginata per i prossimi anni rimane selettiva. Prima della città viene la squadra: persone capaci di apprendere il metodo produttivo, ma anche di riconoscere il valore della relazione quotidiana con il cliente. È su questo equilibrio tra organizzazione e bottega che Don Peppinu intende misurare la possibilità di portare il proprio gelato oltre la Sicilia.

 

LE BOTTEGHE DON PEPPINU

Palermo - Via Maqueda, 459

Catania - Via Etnea, 18

Taormina - Corso Umberto, 46

Ortigia - Via Giacomo Matteotti, 39

Marzamemi - Via Marzamemi, 61

Marina di Ragusa - Piazza Malta, 11

Marina di Modica - Corso Mediterraneo, 11

Ragusa - Viale delle Americhe, 52

 

 

Don Peppinu

Don Peppinu è un’impresa siciliana del gelato guidata da Peppe Flamingo. Le sue origini risalgono all’attività avviata a Modica intorno al 1960 dal nonno Peppino, produttore di coni per gelato. Dopo l’ingresso della seconda generazione nella distribuzione di ingredienti, Peppe Flamingo ha aperto la prima gelateria nel 2011 e ha progressivamente sviluppato un metodo basato sulla lavorazione diretta delle materie prime. Oggi la rete comprende otto gelaterie. Nel laboratorio di Modica si svolgono le lavorazioni preliminari e si preparano i premix delle ricette; il gelato viene poi prodotto e mantecato quotidianamente nei laboratori delle singole botteghe. Al progetto principale si affianca Marzapani, dedicato alla pasticceria siciliana e ai grandi lievitati.

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SICILIA CROCEVIA DI CULTURE E VIAGGI

Ferryhopper punta sull'innovazione per valorizzare il turismo via mare

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Gli itinerari siciliani 

 

Per scoprire le meraviglie delle isole siciliane esistono diverse combinazioni di itinerari ideali per ogni tipo di esperienza, con partenze da Milazzo o Trapani e prenotazioni facili tramite Ferryhopper. Partendo da Milazzo, si può raggiungere Lipari, cuore pulsante dell’arcipelago, perfetto per chi cerca mondanità e vita notturna, insieme a Panarea, meta esclusiva e glamour. Chi desidera immergersi nella natura può proseguire verso Stromboli, con il suo vulcano attivo che regala emozioni uniche. Per chi cerca contemplazione e paesaggi incontaminati, Filicudi offre una dimensione di quiete, mentre Alicudi è la scelta ideale per chi vuole vivere un’esperienza ascetica e ritornare indietro nel tempo. Infine, Salina è perfetta per chi ama il calore contemporaneo unito a tradizioni autentiche. Dal porto di Trapani, moderno e centrale, si parte per le Egadi. Favignana è l’isola più vivace e mondana, ideale per chi cerca divertimento e spiagge splendide. Levanzo è più piccola e tranquilla, perfetta per chi desidera relax e un mare cristallino. 

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Marettimo, la più selvaggia, è un paradiso per gli amanti del trekking e delle escursioni naturalistiche, con sentieri panoramici e un’atmosfera da borgo mediterraneo autentico.

Prenotando con Ferryhopper, è possibile usare la funzione multi-tratta e pianificare un viaggio completo aggiungendo più destinazioni e prenotando itinerari di diversi operatori navali. Per esempio, un’idea di “island hopping” potrebbe essere Milazzo (o Napoli)-Lipari-Salina, oppure Trapani-Favignana-Levanzo. Questo permette di vivere un’esperienza variegata tra mondanità, natura selvaggia, tradizioni e paesaggi vulcanici, con la comodità di traghetti e aliscafi frequenti e affidabili, oltre alla possibilità di gestire facilmente le prenotazioni online. Questi itinerari offrono un viaggio su misura tra le perle del mare siciliano, perfetto per ogni tipo di viaggiatore.

 

Tendenze di viaggio e tecnologie innovative

È importante rilevare come nel 2025, il viaggio “lento” stia diventando sempre più popolare, con un focus crescente su esperienze autentiche e consapevoli ma anche su uno stile di pianificazione che, già dalle prime fasi dell’organizzazione di un itinerario, punta a essere semplice, accessibile e senza stress.

Un tour di emozioni tra immagini, calici e parole nel quartiere  che fu dei Beati Paoli

A Palermo, sorsi di Sicilia nel cuore del centro storico 

da 'A Cuncuma winery 

A Palermo, nel quartiere che fu dei Beati Paoli, a pochi passi dalla Cattedrale, dal teatro Massimo e ad un tiro di schioppo dalla via intitolata a colui che la tracciò, ovvero al duca di Maqueda Bernardino de Càrdenas y Portugal, vicerè di Sicilia dal 1598 al 1601, nasce 'A Cuncuma winery (via Judica, 25) . Lo chef Gianfilippo Gatto e la maitre sommelier Valentina Crescimanni, compagni di vita e di lavoro, alzano il sipario su "Le Sicilie " del vino in uno spazio strappato al degrado e restituito dopo un attento lavoro di restauro, alla suggestione della pietra creando un'atmosfera calda ed accogliente che si completa nell'utilizzo del legno di acacia. Alle pareti, la vivacità dei colori delle tele dell'artista poliedrico, Daniele Favaloro in un mix accattivante di arte e gusto. "A'Cuncuma winery- dicono i proprietari- nasce dall'esigenza di creare un posto del cuore dove raccontare in maniera più approfondita i vini siciliani che hanno già un posto speciale all'interno del ristorante A'cuncuma". Al centro, un unico tavolo social di massimo 12 posti ed al piano superiore, ricavato su un soppalco, si trova il cuore pulsante, ossia la cantina dove i vini riposano a temperatura e umidità controllate per garantirne la massima qualità. Uno schermo completa l'arredo per far vivere agli ospiti un tour di emozioni tra immagini, parole e calici. La maitre sommelier Valentina Crescimanni, "anima" del progetto, un sorso dopo l'altro li accompagnerà alla scoperta dei diversi terroir dell'Isola. "L'idea nasce dall'esperienza di questi anni maturata all'interno del nostro "A Cuncuma restaurant- racconta Valentina-dove curo la carta dei vini di cui sono appassionata, suddividendoli per tipologia, areale e annata. Gli ospiti, per la maggior parte turisti, sono incuriositi dai vini che propongo, dalle etichette, oltre cento, che dischiudono itinerari di viaggi e di esperienze da vivere in Sicilia". Dai 18 ai 20 posti, il ristorante 'Acuncuma", (anche quest'anno segnalato dalla Guida Michelin) situato a pochi metri dalla "sua" winery, in quell’intreccio di viuzze tra via delle Sedie Volanti, via Judica e Piazza Beati Paoli, dove  

 già nel nome, riecheggiano i giardini della Cuncuma, di cui Gaspare Palermo scriveva nel 1800 nella prima ”guida turistica” della città, è una boutique del gusto dove la cucina gourmet incontra la tradizione siciliana con un'attenzione alle piccole realtà di eccellenza del territorio regionale. Aperta a pranzo e nel pomeriggio, "A'Cuncuma winery sarà quindi un'altra piccola bolla in cui entrare per intraprendere uno dei tre percorsi di degustazione vino ( Discovery Sicily, il Catarratto in tutte le sue sfumature ed i vini dell'Etna), bere solo un calice o acquistare una bottiglia da gustare comodamente a casa. " Con un calice di vino della nostra terra che offre il senso pieno dell' ospitalità più autentica e vera - dicono Gianfilippo e Valentina- vogliamo lasciare un ricordo nel cuore di chi incrocia la nostra realtà".

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Valentina Crescimanni e Gianfilppo Gatto nella foto di Daniele Favaloro 

Enjoy Barocco 
gusto, arte, bellezza nella Sicilia Unesco 

Enjoy Barocco – Sicilian Experience è un affascinante viaggio nel cuore della Sicilia sud-orientale, una terra che sa mescolare con sapiente equilibrio la ricchezza storica e artistica del barocco con l’autenticità viva e pulsante della cultura locale. Promosso dal GAL Terra Barocca, questo progetto ambizioso unisce cinque città barocche – Ragusa, Modica, Scicli, Ispica e Santa Croce Camerina – attraverso un percorso di valorizzazione turistica integrato che celebra l’identità comune e l’unicità specifica di ciascun luogo. L’obiettivo di Enjoy Barocco è quello di fare rete: istituzioni locali, operatori turistici, aziende e comunità del territorio collaborano in modo sinergico per promuovere una destinazione unitaria, che diventa il luogo ideale per viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche e profondamente radicate nelle tradizioni locali.   

 

 

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Cinque città diventano così le protagoniste di un viaggio tra arte, cultura e natura, unite dall’inconfondibile stile del barocco siciliano. Architetture scenografiche, chiese sontuose e palazzi scolpiti dialogano con paesaggi autentici: spiagge selvagge, muretti a secco, borghi arroccati e casupole di pietra. Un intreccio armonico di storia, bellezza e identità.